Grace Kelly: da Monaco a Cannes, il look della principessa dello stile

by

Polinice

Alte, bionde, algide, inarrivabili, patinate, sofisticate: Grace Kelly e Nicole Kidman si possono guardare come si osserva un quadro.

La prima, alta un metro e settanta, è il ritratto della perfezione non palestrata, il celebre “ghiaccio bollente”, con una sensualità che, se scoperta, può rivelarsi esplosiva.
La seconda, dieci centimetri in più, segnata dalle inconfondibili efelidi, ha invece smarrito parte della sua espressività originaria a causa di qualche seduta di botulino di troppo.

Grace di Monaco di Olivier Dahan è stato il film della discordia: osteggiato dai Grimaldi e accolto tiepidamente dal pubblico di Cannes. Ma non è di questo che parleremo qui.

Grace Kelly, 1968

Impossessandosi per sei mesi della vita di Grace Kelly, Nicole Kidman ha risvegliato in sé un nuovo amore per la moda:

«La principessa mi ha contagiata, non riesco più a mettere i jeans»
ha raccontato l’attrice.

Anche le acconciature sono state fedelmente replicate. Secondo i biografi di corte, Grace passò dallo chignon delle nozze al taglio corto ribattezzato “artichoke” (carciofo), per poi tornare alle iconiche onde bionde.

L’icona di stile

Icona assoluta del suo tempo, Grace Kelly ha arricchito la favola della ragazza senza sangue blu diventata principessa con un inconfondibile ésprit glamour.
Sotto gli abiti di Chanel e Dior, portò a Monaco lo stile del film Alta società.

Altera ed eterea, riusciva a sprigionare una sensualità magnetica, capace di coniugare compostezza e ardore, pur rispettando rigidamente i dettami del bon ton.
Gonne a ruota e a tubo, capisaldi di un’epoca, fasciavano la sua vita esile tanto nelle gran soirée quanto nella quotidianità, immortalata in scatti “rubati” che la ritraggono in pantaloni capri, camicie dal taglio maschile e cappelli di ogni foggia.

L’abito da sposa che ha fatto la storia

Menzione d’onore per l’abito nuziale: un’immacolata meringa che ha fatto sognare generazioni.
Indossato nel 1956, fu realizzato da Helen Rose, due volte premio Oscar e costumista della Metro-Goldwyn-Mayer.

Il vestito era composto da:

  • corpetto e sottocorpetto in pizzo

  • due gonne sovrapposte

  • una leggera coda-strascico

Definito dalla stampa dell’epoca «regale ma non superbo», ha ispirato anche l’abito indossato nel 2011 da Kate Middleton, disegnato da Sarah Burton per Alexander McQueen.

Principessa due volte: sul set e nella vita

Principessa nella realtà, ma prima ancora sul set.

«Se c’è una cosa che so fare è vestirmi adeguatamente»,
afferma la sofisticata Lisa Fremont, interpretata da una venticinquenne Grace Kelly in La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock.

L’intero guardaroba del film è una lezione di eleganza. Grazie a questa pellicola, Grace affermò non solo il suo talento attoriale, ma anche quello di interprete suprema dell’alta moda, merito dei costumi di Edith Head della Paramount Pictures.

Il celebre abito del film anticipa lo stile della Ligne Corolle che Christian Dior lancerà l’anno successivo:

  • maniche corte

  • corpetto nero con profondo scollo a V

  • gonna ampia in chiffon e tulle

  • vita strettissima con cintura in vernice

Il new look anni ’50 secondo Grace

Raffinatezza e misura sono le parole chiave. Un solo diktat: non eccedere.

Di giorno

  • abiti bon ton o completi spezzati

  • gonne a ruota o a tubo

  • camicia bianca dal taglio maschile

  • foulard al collo o sul capo

  • occhiali maxi

  • ballerine dorate

Di sera

  • abiti cocktail a fiori

  • soprabiti e spolverini eleganti

La Kelly bag e l’armonia assoluta

Must have dello stile Grace Kelly è, naturalmente, la Hermès Kelly, diventata celebre quando la principessa la usò per nascondere la gravidanza di Carolina nel 1956.

Grace Kelly incarnava l’armonia: fronte alta, sguardo magnetico, gambe perfette.
Prestò il suo volto a spot per un insetticida, un aspirapolvere e un dentifricio con la stessa grazia con cui sposò un principe. Un’eleganza naturale, irripetibile, destinata a rimanere eterna.

Da non perdere