La convocazione in salotto
Nihayet domanda a Bünyamin se sappia perché Cihan abbia riunito tutti in salotto. Lui risponde di no, aggiungendo che se lo sapesse, lo direbbe. Türkan entra portando dell’acqua per Nihayet, che la ringrazia. Ma Canan interviene, rimproverandola per aver usato un bicchiere da cucina. Bünyamin cerca di calmare gli animi.
Arriva Harika e la nonna le dice di sedersi: nemmeno loro sanno il motivo dell’incontro. Harika si accomoda mentre Canan, sospettosa, insinua che tutto riguardi Esat. Poi, con sarcasmo, chiede a Esma cosa pensi del marito. Esma tace. Interviene Melek, che dice chiaramente che se ci fosse qualcosa da dire, Esma lo avrebbe già fatto. Canan annuisce.
Bünyamin allora insinua che forse Esma si vergogni, perché il marito potrebbe aver commesso un reato grave. Esma ribatte con decisione: non ha nulla di cui vergognarsi. Se Esat ha sbagliato, ne risponderà da solo. Nihayet la elogia per la sua forza.
L’ingresso di Cihan e la zia
Arriva finalmente Cihan, seguito da una donna: è la zia di Esma. Esma resta sorpresa. Nihayet chiede chi sia e se la sua presenza sia legata a ciò che Cihan vuole annunciare. Esma si alza e chiede alla zia cosa ci faccia lì. In quel momento entra anche Hikmet, che, provocatoria, domanda se debba chiedere il permesso prima di entrare in casa. Esma la ignora e insiste con la zia.
Cihan interviene, dicendo che ne parleranno tra poco. Poi si rivolge a Hikmet e le domanda il motivo della sua presenza. Lei risponde seccamente che suo fratello è morto e che ha il diritto di stare nella casa del lutto. Cihan la zittisce e le ordina di sedersi in un angolo e continuare a piangere. Hikmet obbedisce.
La verità su Esat
Cihan rivela che devono parlare dell’arresto di Esat e invita la zia di Esma a raccontare tutto. La donna confessa che Esat era andato da lei al villaggio qualche settimana prima. Inizialmente pensava che fosse Esma a volerla salutare, ma lui invece le aveva chiesto se avesse bisogno di soldi. Quando lei aveva risposto di sì, Esat le aveva proposto di rapire Esma, sua nipote, per ottenere un riscatto dalla famiglia.
La stanza piomba nel silenzio. Tutti restano scioccati. Esma è furiosa e accusa la zia di non avere coscienza. Cihan cerca di calmarla e le fa cenno di sedersi. Poi si rivolge alla zia, avvertendola: dovrà testimoniare contro Esat. In caso contrario, finirà in carcere anche lei. La donna se ne va in silenzio.
Cihan accusa Hikmet
Cihan si isola con Hikmet e la interroga con decisione: è stata lei a suggerire a Esat il piano del rapimento? Hikmet nega qualsiasi coinvolgimento. Ma Cihan non le crede. Sottolinea che è molto “interessante” come proprio lei, in quel periodo, si fosse offerta di diventare tutrice del padre e avesse chiesto 5 milioni di dollari e un hotel. Poco dopo, guarda caso, Esma era stata rapita. E il riscatto richiesto era di un milione.
Hikmet lo accusa di essere paranoico. Ma Cihan la avverte: se ha tramato insieme a Esat, pagherà tutto.
Il dolore di Tahsin
Altrove, Tahsin consegna a Seifi la carta d’identità di Sumru e la targa dell’auto per rintracciarla. Quando rimane solo con Nuh, si sfoga: è arrabbiato con sé stesso per aver dubitato di lei. Racconta con le lacrime agli occhi che avrebbe dovuto difenderla, e invece l’ha ferita.
Chiama Sumru e le lascia un audio struggente, in cui dice di odiarsi per aver esitato, anche solo per un attimo. Le dice che la ama più della sua vita. Ma Sumru, turbata, interrompe l’ascolto a metà.
Con lei c’è Nalan, che la invita a riflettere: non serve perdonarlo subito, ma la voce di Tahsin era davvero sincera.
La sorellanza ritrovata tra Melek e Harika
Melek trova Harika in giardino. Le porge le condoglianze e le ricorda che, come lei con Nuh ed Esat, anche Harika ha scoperto legami familiari insospettati. Racconta che non si sono mai amate, ma sono pur sempre sorelle e questo non cambierà mai.
Harika si commuove. Melek le propone di aiutarla a cercare la loro madre. Harika confessa di aver provato a contattarla, ma nessuno sa dove sia. Le due ragazze rimangono in silenzio, unite dalla stessa perdita e dalle stesse ferite.
I piani oscuri di Hikmet e Halil
Nella pensione, Hikmet si trucca davanti allo specchio, mentre Halil la osserva. Lei teme che Cihan sospetti di lei. Halil la rassicura: non ci sono prove contro di lei, ma la mette in guardia—Esat potrebbe parlare.
Le suggerisce di andare in carcere, rassicurarlo e dirgli che appena otterrà il denaro dell’assegno sistemerà anche lui. “Lusingalo, digli che ti fidi di lui,” insiste Halil. Hikmet ci pensa seriamente.
Poi Halil le propone qualcosa di ancora più inquietante: sfruttare l’eredità di Samet, intentare cause contro Cihan, sostenendo che avesse manipolato il padre. Poi, una volta ottenuto abbastanza potere, “negozieranno”.
Hikmet ascolta con un sorriso freddo. È una donna che sa come muoversi nell’ombra.
Melek e Cihan: la paura per Sumru
In camera, Melek cerca di chiamare Sumru, ma senza successo. Cihan entra. Lei lo accusa: tutti l’hanno giudicata, compreso lui. Cihan ammette l’errore e si scusa. Melek, in lacrime, confessa di temere che sua madre possa farsi del male.
Cihan la stringe tra le braccia:
“Sumru è forte. La troveremo. Non permetterò mai che qualcuno le faccia del male.”
Melek si calma, ma resta inquieta.
Lo scontro tra Melek e Nuh
Il giorno dopo, Melek incontra Nuh davanti alla clinica. Lui le chiede un favore: vorrebbe sapere chi siano i fratelli di Sevilay. Melek non lo lascia nemmeno finire. Gli dà uno schiaffo.
Gli urla che la loro madre è scomparsa e lui pensa solo a Sevilay. Nuh cerca di spiegarsi, ma lei lo respinge.
Più tardi, però, Melek chiama Nuh: gli dà i nomi dei fratelli di Sevilay e la posizione di uno di loro.
“Lo faccio per lei, non per te,” dice prima di riattaccare.
Nuh parte immediatamente, senza nemmeno ritirare i suoi esami medici.
Sevilay in pericolo
Sevilay è nell’ufficio di Andat Altun, suo superiore. Lui la trattiene oltre l’orario, insinuando che dovranno lavorare tutta la notte. Le offre da bere, ignorando il suo rifiuto. Quando lei tenta di andarsene, Andat la blocca.
Sevilay gli urla che è sua sorella.
Lui non ascolta.
Prova a forzarla.
L’intervento disperato di Nuh
Nuh, arrivato da fuori fingendo un’urgenza, sfrutta un attimo di distrazione della guardia per introdursi nell’ufficio. Quando sente le urla di Sevilay, sfonda la porta e si scaglia su Andat, colpendolo con una testata.
Ne nasce una colluttazione violentissima.
Sevilay, nel panico, afferra un vaso e lo rompe sulla testa del fratello. Andat si rialza, furioso, e si lancia contro di lei. Sevilay, accanto alla finestra, si sposta di lato. Andat perde l’equilibrio.
Nuh lo afferra per una gamba nel tentativo di fermarlo.
Ma è troppo tardi.
Andat precipita nel vuoto.
Muore sul colpo.
Sevilay e Nuh restano fermi, terrorizzati, incapaci di processare ciò che è appena accaduto.
La fuga
Nuh prende in mano la situazione:
devono scappare immediatamente.
Le dà due schiaffetti sulle guance per farla reagire. Sevilay è paralizzata, tenta perfino di ripulire il pavimento, ma lui la ferma: non devono toccare nulla.
Scendono in corridoi secondari, raggiungono un’uscita sul retro e fermano un taxi. Nuh rimuove la SIM dal telefono di Sevilay e la getta dal finestrino.
La loro fuga è appena iniziata.
Sumru e Tahsin: lo strappo definitivo
Intanto Sumru torna a casa dell’amica e si trova Tahsin davanti. Lui è venuto a chiedere perdono, ma Sumru è gelida. Gli chiede come abbia potuto credere alle menzogne di Halil.
Tahsin si inginocchia quasi, devastato:
“Tu sei stata la mia primavera, il mio sole.”
Ma Sumru lo ferma:
“Non posso più continuare. Vai avanti senza di me.”
Tahsin rimane distrutto sul marciapiede mentre lei si allontana.
Il ritorno di Esat
A villa Sansalan, Cihan arriva con la polizia: Esat è in libertà vigilata. Gli mettono un braccialetto elettronico. La famiglia osserva in silenzio. Quando prova ad avvicinarsi a Esma, lei si allontana. Nihayet, con profondo dolore, gli chiede come abbia potuto rapire la sua stessa moglie incinta.
Cihan spiega che Esat, dopo aver perso potere e denaro, aveva tentato di tornare alla sua vecchia vita, fallendo.
Esat sale in camera sua. Poco dopo entra Esma per prendere dei vestiti. Lui le chiede di parlargli. Lei lo affronta con coraggio:
“Ho dormito in una stalla per colpa tua. Domani chiederò il divorzio. Crescerò nostro figlio da sola.”
Esat tenta di convincerla, dice di essere cambiato in prigione, di amarla davvero. Ma lei lo guarda con disprezzo:
“Hai rapito tua moglie incinta. Non esiste perdono per questo.”
Se ne va lasciandolo in lacrime.




