Gli US Open di Jannik Sinner non possono più essere considerati un appuntamento scontato. A meno di due settimane dall'inizio dello Slam di New York, il problema al ginocchio destro che ha già costretto l'azzurro a rinunciare al Masters 1000 di Cincinnati continua a rappresentare un'incognita. Sinner è regolarmente presente nell'entry list del torneo americano, ma la partecipazione effettiva dipenderà dalle risposte del fisico e dagli ultimi controlli. Il punto, ormai, non è soltanto riuscire a partire per gli Stati Uniti: bisogna capire se Jannik potrà affrontare uno Slam al massimo delle proprie possibilità.

Il ginocchio resta il grande interrogativo

La situazione deve essere osservata con attenzione soprattutto per quanto accaduto nelle ultime settimane. Sinner ha rinunciato a Cincinnati proprio a causa del fastidio al ginocchio destro, spiegando di non sentirsi ancora pronto per tornare a competere nonostante il lavoro svolto insieme allo staff medico. Una decisione prudente, ma allo stesso tempo significativa perché Cincinnati avrebbe dovuto rappresentare l'ultimo grande test agonistico prima di New York.

Il forfait in Ohio ha inevitabilmente spostato tutta l'attenzione sugli US Open 2026. L'obiettivo dichiarato è recuperare per l'ultimo Slam della stagione, ma tra voler partecipare ed essere realmente nelle condizioni di sostenere sette partite al meglio dei cinque set esiste una differenza enorme. È esattamente questo l'aspetto che Sinner e il suo entourage dovranno valutare.

Test decisivi prima della partenza per New York

Le giornate attuali sono particolarmente importanti. Secondo gli ultimi aggiornamenti, Sinner sta effettuando a Torino test di efficienza per verificare la risposta del ginocchio alle terapie effettuate nelle ultime settimane, con ulteriori consulti al J Medical. Non si tratta quindi semplicemente di aspettare che il dolore diminuisca: bisogna verificare come l'articolazione reagisce quando aumentano intensità, spostamenti, accelerazioni e cambi di direzione.

Per un tennista del livello di Sinner questo passaggio è fondamentale. Allenarsi senza particolare fastidio non significa necessariamente essere pronti per una partita dello Slam. Il cemento americano richiede continui arresti, ripartenze e movimenti laterali e un problema non completamente risolto potrebbe riemergere quando il carico aumenta.

La partenza per gli Stati Uniti non può essere data per scontata

Ed è qui che nasce il vero interrogativo: Sinner partirà per gli Stati Uniti? Al momento non esiste un forfait ufficiale dagli US Open e Jannik figura tra i protagonisti annunciati dagli organizzatori del torneo. Parlare di rinuncia già decisa sarebbe quindi prematuro. Tuttavia, alla luce dei controlli in corso, è ragionevole considerare anche lo scenario più negativo qualora il ginocchio non fornisse le garanzie richieste.

Sinner e il suo staff hanno dimostrato più volte di privilegiare la salute rispetto alla necessità di giocare a tutti i costi. Lo stesso comunicato con cui è arrivata la rinuncia a Cincinnati è stato molto chiaro: il numero uno aveva spiegato di non essere ancora pronto per competere e di voler concentrare ogni sforzo sulla preparazione agli US Open. Se i prossimi riscontri non dovessero essere soddisfacenti, forzare la partenza avrebbe poco senso.

Uno Slam senza preparazione agonistica

C'è poi un'altra questione da considerare. Sinner arriverà eventualmente a New York senza aver disputato i due principali appuntamenti nordamericani di preparazione. Prima ha rinunciato al torneo di Montreal per privilegiare la gestione fisica, poi è arrivato il forfait di Cincinnati per il ginocchio. Questo significa presentarsi agli US Open senza partite ufficiali sul cemento americano nelle settimane immediatamente precedenti.

Non necessariamente è un ostacolo insuperabile per un campione della sua qualità, ma questa volta esiste una variabile ulteriore: le condizioni fisiche. Il problema non sarebbe soltanto ritrovare rapidamente ritmo, servizio, risposta e automatismi, ma capire come il ginocchio possa reagire a partite lunghe e magari ravvicinate.

Il rischio più grande sarebbe forzare il rientro

Uno Slam non consente molti compromessi. Si gioca nell'arco di due settimane e per arrivare fino in fondo bisogna essere pronti a sostenere incontri che possono superare abbondantemente le tre ore. Per questo lo staff di Sinner dovrà valutare non soltanto la possibilità di scendere in campo nel primo turno, ma soprattutto la capacità dell'azzurro di sopportare il carico dell'intero torneo.

Presentarsi a New York con un ginocchio ancora da proteggere potrebbe trasformare ogni partita in un'incognita. Al contrario, rinunciare agli US Open sarebbe una decisione pesantissima dal punto di vista sportivo, ma potrebbe diventare inevitabile se esistesse il rischio concreto di aggravare il problema e compromettere anche l'ultima parte della stagione.

New York aspetta Sinner ma serviranno risposte immediate

Gli organizzatori degli US Open hanno inserito ufficialmente Sinner tra i grandi protagonisti dell'edizione 2026 e il suo nome resta regolarmente nell'elenco degli iscritti. Questo, però, fotografa l'intenzione di partecipare e non rappresenta una garanzia sulle condizioni fisiche con cui Jannik arriverà eventualmente a Flushing Meadows.

I prossimi controlli diventano quindi decisivi. Se i test mostreranno una risposta positiva, il programma potrà procedere verso la partenza per New York e gli allenamenti sul cemento americano. Se invece dovessero emergere ancora dolore, limitazioni o una risposta insufficiente all'aumento dei carichi, lo scenario potrebbe cambiare rapidamente.

Sinner agli US Open, per adesso resta una corsa contro il tempo

La situazione va dunque raccontata mantenendo separati fatti e ipotesi. Il fatto è che Jannik Sinner ha un problema al ginocchio destro che gli ha già impedito di giocare a Cincinnati. Il fatto è che sta lavorando e svolgendo test specifici per capire se potrà affrontare gli US Open. Il forfait da New York, invece, al momento non è stato annunciato.

Il rischio, però, esiste ed è proprio questo a rendere particolarmente delicate le prossime giornate. Sinner vuole esserci, gli US Open lo attendono e l'iscrizione è regolarmente presente. Prima dell'aereo per gli Stati Uniti, però, servirà soprattutto una certezza: che quel ginocchio sia realmente pronto a sopportare uno degli appuntamenti più duri e importanti dell'intera stagione. In caso contrario, anche la decisione più dolorosa potrebbe diventare quella più sensata.