Sinner torna in campo a Montecarlo e sceglie Vienna
La notizia più importante, forse, non è nemmeno che Jannik Sinner giocherà l'ATP 500 di Vienna. La notizia più importante è che finalmente si torna a parlare di tornei, allenamenti, cemento e punti da conquistare. Dopo settimane trascorse tra terapie, controlli e lavoro specifico sul ginocchio, il numero uno del mondo ha lasciato Torino ed è tornato a Montecarlo, la sua base abituale. Racchetta in mano, carichi progressivi e soprattutto una sensazione che mancava da parecchio tempo: la stagione può ricominciare davvero.
Da Torino a Montecarlo, finalmente la racchetta torna protagonista
Le ultime settimane di Sinner sono state tutto tranne che normali. Niente tournée americana, niente US Open, pochissimo tennis vero e tanta fisioterapia. Il problema al ginocchio destro ha obbligato Jannik e il suo staff a ragionare con prudenza, forse persino più di quanto avrebbe voluto il giocatore. Il lungo ciclo di terapie al
J Medical di Torino si è però concluso con indicazioni incoraggianti. La situazione è migliorata e adesso comincia una fase completamente diversa: quella in cui non basta più sapere che il ginocchio non fa male durante una seduta di fisioterapia. Bisogna capire come reagisce quando Sinner comincia nuovamente a fare il tennista. Scatti. Frenate. Cambi di direzione. Recuperi laterali. Servizio. Appoggi violenti sul cemento. È lì che arriveranno le risposte vere. Per questo il ritorno a
Montecarlo è importante. Non significa che il problema sia magicamente scomparso, né che da domani Sinner possa giocare tre ore al massimo dell'intensità. Significa però che la fase puramente riabilitativa sta lasciando spazio al lavoro sul campo. Ed è già un passo enorme.
Vienna torna nel calendario: un torneo che per Jannik sa quasi di casa
Poi c'è Vienna. L'
Erste Bank Open si giocherà dal 26 ottobre al 1° novembre alla Wiener Stadthalle, su cemento indoor. Un ATP 500 importante, veloce, normalmente pieno di grandi giocatori e soprattutto particolarmente adatto alle caratteristiche di Sinner. Jannik tornerà da
campione in carica. Nel 2025 vinse proprio qui una splendida finale contro Alexander Zverev, rimontando il tedesco e chiudendo 3-6, 6-3, 7-5. Vienna, inoltre, non è geograficamente e culturalmente così lontana dal mondo in cui Sinner è cresciuto. Per un ragazzo nato in Alto Adige, l'Austria non rappresenta certo una trasferta dall'altra parte del pianeta. E forse anche per questo il torneo viennese ha sempre avuto per lui un'atmosfera particolare. Sulla carta, poi, il campo è quasi perfetto.
Cemento indoor, rimbalzo pulito, condizioni rapide: esattamente il tipo di tennis nel quale Sinner riesce a togliere tempo all'avversario e a trasformare la pressione da fondo campo in qualcosa di soffocante. Naturalmente non sarà una passeggiata. Vienna sta costruendo un tabellone importante: Zverev è già tra i protagonisti annunciati, così come Medvedev, Musetti e altri nomi pesanti del circuito. E questo rende il ritorno ancora più interessante. Sinner non tornerà per fare allenamento davanti al pubblico. Quando sarà pronto, tornerà per vincere.
Il problema adesso non è soltanto il ginocchio: ci sono 3.550 punti sul tavolo
Qui comincia la parte meno romantica e molto più concreta della storia. Sinner resta numero uno del mondo, ma il finale di stagione sarà complicato perché nel 2025 aveva praticamente saccheggiato il calendario autunnale. Da qui alle ATP Finals dovrà difendere
3.550 punti: 500 della vittoria a Pechino, 50 di Shanghai, 500 proprio di Vienna, 1.000 del Masters di Parigi e soprattutto 1.500 del trionfo alle Finals di Torino. Alexander Zverev, invece, nello stesso periodo ne ha soltanto
1.080 da difendere. La differenza è evidente. Questo non significa che Sinner sia destinato a perdere il numero uno. Significa però che da adesso ogni torneo avrà un peso doppio. Jannik non dovrà soltanto tornare a giocare bene: dovrà ricominciare immediatamente a raccogliere risultati mentre Zverev avrà molta più libertà di aggiungere punti alla propria classifica. Ed ecco perché queste settimane a Montecarlo diventano fondamentali. La tentazione potrebbe essere quella di recuperare in fretta tutto ciò che è stato perso negli Stati Uniti. Sarebbe probabilmente l'errore peggiore.
La classifica non deve decidere i tempi del ginocchio. Prima bisogna tornare completamente affidabili dal punto di vista fisico. Dopo si potrà guardare il ranking.
Vienna può diventare molto più di un semplice ATP 500
C'è un dettaglio interessante. Sinner non ha bisogno soltanto di punti. Ha bisogno di partite. Quando un giocatore rimane lontano dal circuito per settimane, può allenarsi quanto vuole, ma il torneo è un'altra cosa. Cambiano la tensione, le gambe, il modo di respirare nei punti importanti. Sul 30-30 del terzo set non c'è fisioterapista che possa ricreare quella sensazione in allenamento. Vienna, da questo punto di vista, potrebbe diventare il torneo ideale per capire davvero a che punto sarà il nuovo Sinner. Condizioni che ama, pubblico vicino, superficie favorevole e un livello degli avversari sufficientemente alto da offrire subito un esame serio. Non bisogna neppure dimenticare il calendario che verrà immediatamente dopo. A novembre ci saranno il
Masters 1000 di Parigi e soprattutto le
ATP Finals di Torino. Lì Sinner difenderà una montagna di punti e, soprattutto, uno dei titoli più prestigiosi della propria stagione 2025. Quindi sì, Vienna assegna “soltanto” 500 punti. Ma nel puzzle del finale di stagione potrebbe valere molto più di 500 punti.
Sinner contro Zverev, la partita è appena cominciata
C'è infine una storia dentro la storia. Mentre Sinner curava il ginocchio,
Zverev ha vinto gli US Open e ha ridotto ulteriormente le distanze al vertice. Il tedesco non è più soltanto quello che guarda da lontano il numero uno: è ormai il rivale principale nella corsa al trono di fine stagione. E questo rende il ritorno di Jannik ancora più affascinante. Uno arriva da settimane senza partite ma conserva la vetta. L'altro arriva da uno Slam vinto e ha molti meno punti da difendere. Sinner ha dalla propria parte il livello mostrato nella prima metà dell'anno; Zverev ha dalla propria il ritmo competitivo e un calendario numericamente più favorevole. Potremmo quindi ritrovarceli uno contro l'altro più volte proprio nelle settimane decisive. Magari ancora a Vienna, proprio come un anno fa. Ma prima di pensare alla classifica c'è una scena molto più semplice da immaginare:
Sinner di nuovo su un campo a Montecarlo, con una racchetta in mano e senza una stanza di fisioterapia intorno. Dopo settimane trascorse a parlare di ginocchio, esami e recupero, è probabilmente la notizia che tutti aspettavano. Il resto verrà dopo.
E il resto, da Vienna a Torino, promette di essere parecchio interessante.