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Cobolli da Shanghai oggi l’esordio, il suo primo avversario è Mannarino

Nuovo torneo e nuove sfide per Flavio Cobolli, pronto al riscatto e a ritagliarsi un posto da protagonista in questo finale di stagione 2026. Riprende infatti la sua avventura al Masters 1000 di Shanghai dai trentaduesimi di finale contro il francese Adrian Mannarino, giocatore mancino e ostico per certi aspetti. Flavio è carico e pronto sia mentalmente che fisicamente, con il supporto del pubblico che lo ha eletto a nuovo beniamino e del suo staff tecnico. L’obiettivo ora è fare il massimo per strappare un pass per Torino, dove la mancanza di Sinner ha creato un vuoto importante. Appuntamento all’alba di venerdì 9 ottobre con diretta Sky.

Il percorso che porta a Shanghai è fatto di luci e ombre. Il 2026 del tennista romano ha regalato la finale al Roland Garros e il best ranking al numero 6 del mondo, ma anche sconfitte pesanti come quella al terzo turno degli US Open contro Alexander Blockx. Dopo New York è arrivato un solo match alla Laver Cup, perso contro Learner Tien, e l’uscita al secondo turno a Pechino contro un Roman Safiullin in stato di grazia. A guidarlo c’è il padre e allenatore Stefano, che a Tennis Talk su SuperTennis ha mostrato fiducia: lo vede allenarsi bene, molto presente, consapevole di quanto sia importante l’obiettivo Torino. Sa però che la partita è un’altra cosa e che la tensione può farsi sentire. Lo stesso coach definisce la stagione particolare, con molti primi turni persi ma anche risultati importanti, e ricorda che quando Flavio ha superato l’esordio è sempre andato avanti. Giocare meno durante l’anno, a suo avviso, lo ha aiutato a concentrarsi sugli appuntamenti che contano. Un ruolo formativo lo ha avuto anche la Laver Cup, dove Flavio ha cenato più volte con Roger Federer e si è confrontato con allenatori e giocatori di altissimo livello. Segnali che raccontano una crescita ancora in corso.

Sul campo, il match si annuncia meno semplice di quanto dica la classifica. Mannarino, classe 1986 e numero 83 del ranking, non ha mai incrociato Cobolli in carriera. È un mancino imprevedibile, che gioca colpi piatti e compatti, cambia direzione con rapidità e sfrutta la velocità della palla avversaria per restituirla con traiettorie difficili da leggere. Per il romano il rischio è perdere il timing e ritrovarsi a giocare spesso fuori equilibrio, mentre il servizio da sinistra del francese può creargli ulteriori problemi. Dalla sua parte Cobolli ha un tennis più esplosivo e il gioco profondo, che può trovare terreno fertile sul cemento veloce di Shanghai. In stagione ha dimostrato di poter mettere in difficoltà chiunque su questa superficie e di saper vincere grandi match contro avversari di pregio. Quello che gli è mancato finora è la costanza necessaria per mantenere sempre alto il livello, ed è qui che si gioca la differenza tra una buona annata e una da protagonista. La chiave sarà capire chi riuscirà a imporre il proprio ritmo. L’esordio vale più di un semplice turno: è un banco di prova sulla tenuta mentale, oltre che sul piano tecnico. Una vittoria darebbe fiducia e punti preziosi in una fase in cui ogni risultato pesa sulla corsa verso Torino.