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Sul Court Simonne Mathieu va in scena il terzo atto della rinascita. Ore 13:00, sotto il sole cocente di Parigi, Matteo Berrettini ha un appuntamento con la storia.

C'è un'immagine che resta impressa di questa settimana parigina: Matteo Berrettini che chiude con un urlo liberatorio il match contro Arthur Rinderknech, pugno al cielo, occhi che brillano sotto le luci del Philippe-Chatrier. Non era semplicemente un 6-4 6-4 6-4, pulito e autorevole. Era qualcosa di più. Era la dichiarazione ufficiale che The Hammer è tornato.

Oggi, sabato 30 maggio, non prima delle ore 13:00 sul Court Simonne Mathieu, Berrettini affronta Francisco Comesana per un posto negli ottavi di finale del Roland Garros 2026. Il romano, numero 105 del ranking, approda al terzo turno dopo aver battuto il francese Artur Rinderknech — numero 25 ATP — in tre set perentori. Dall'altra parte della rete ci sarà l'argentino che ha già fatto una vittima italiana in questo torneo: Comesana è arrivato al terzo turno dopo aver superato Luciano Darderi al termine di una sfida estenuante, durata cinque set e quasi quattro ore di gioco.

Una serata da stropicciarsi gli occhi

Per capire dove si trova Matteo in questo momento, bisogna rivivere quella serata sul Chatrier. L'azzurro ha fatto la differenza soprattutto con il servizio e con il dritto, strappando il servizio all'avversario in tutti e tre i parziali e gestendo poi con autorità il vantaggio. Il francese ha provato a restare in partita grazie alla spinta del pubblico e a una buona resa alla battuta, ma non è mai riuscito a ribaltare l'inerzia dell'incontro.

Giocare al Philippe-Chatrier contro un francese — e farlo così, con quella solidità — non è roba da poco. Berrettini non si è lasciato intimidire dal pubblico francese che sosteneva il beniamino di casa. Chi ricorda le atmosfere pesanti e rumorose di quel campo sa quanto conti la testa nei momenti complicati. Matteo l'ha avuta, e come.

Questo successo ha un sapore speciale: significa ritrovare un terzo turno Slam che mancava dall'estate del 2023, sull'erba di Wimbledon. Tre anni di fatiche, infortuni, ripartenze e semifinali mancate. Adesso è di nuovo qui.

Le parole che pesano

In conferenza stampa, dopo la vittoria, Berrettini ha parlato con quella lucidità che si ha quando ci si sente davvero bene. Dall'inizio alla fine in controllo, ha chiuso il match con un urlo liberatorio, esplicativo di quanto pesi per lui questa vittoria, che restituisce fiducia e consapevolezza in egual misura. "Dentro ho ancora tanto, ma voglio qualcosa in più", ha detto — e sono le parole di chi non si accontenta di esserci, ma vuole lasciare un segno.

Il romano sembra aver superato i problemi fisici che non lo hanno fatto esprimere al meglio nelle scorse settimane, e spera di riuscire a lasciare il segno in questo Slam.

Il pericolo Comesana

Attenzione, però. Francisco Comesana non è un avversario da prendere sottogamba. Il 24enne di Buenos Aires ha già dimostrato in questo torneo di saper soffrire e vincere le battaglie di nervi: cinque set contro Darderi non si dimenticano facilmente. Quel tipo di match ti logora fisicamente ma, se lo vinci, ti carica di un'adrenalina difficile da trovare altrove.

I due non si sono mai affrontati sul circuito maggiore: Berrettini parte favorito, ma il percorso di Comesana a Parigi impone di non sottovalutarlo. Chi passa il turno troverà agli ottavi uno tra Juan Manuel Cerundolo e Martin Landaluce — un quarto di tabellone che può aprirsi in modo importante.

Sotto il sole di Parigi

Oggi non ci sarà l'atmosfera notturna del Chatrier a fare da scenografia. Il match si disputerà sul Court Simonne Mathieu, secondo incontro in programma con inizio sessione alle ore 11:00, e quindi non prima delle ore 13:00. Il sole di fine maggio a Parigi batte forte, la terra rossa risplende, e le condizioni saranno ben diverse dalla serata fresca contro Rinderknech. Ma Berrettini il caldo lo conosce, e soprattutto lo conosce la terra battuta.

Per seguire il match in diretta, la copertura è garantita su DAZN, Eurosport, Discovery+ e HBO Max.

Il Martello è tornato, Parigi lo sa. Ora tocca a lui decidere fino a dove spingersi.