Matteo Berrettini supera al primo turno dei Masters 1000 di Parigi Brandon Nakashima in una sfida tirata sino al terzo set. Sul cemento parigino si disputa l’ultimo torneo 1000 della stagione ed è l’ultima gara valida che assegna i punti per le Finals di Torino. I nostri proveranno a fare del nostro meglio, soprattutto Cobolli, che è in corsa. Nel frattempo Berrettini ha giocato un match tirato sino all’ultimo colpo contro l’americano. Spinto dal suo potente servizio, vince il primo set grazie ad un break e grazie alla sua risposta senza sbavature. Nel secondo set si inverte la partita ed è Nakashima a vincere proprio con un break. Il terzo set è devastante fisicamente perché giunge al tie-break dopo colpi su colpi scambiati a tutta forza. Ma nel tie-break del terzo, quando tutto sembra ancora in equilibrio, Matteo trova un mini break ben oltre l’ottavo punto e vince set e partita. L’urlo liberatorio dell’italiano si contrappone al viso sconsolato e amareggiato di Brandon. Ed ora il secondo turno: i sedicesimi di finale a Parigi saranno contro il francese Humbert, mancino formidabile ed insidiosissimo sul cemento veloce.
Va riconosciuto a Berrettini il merito di aver tenuto i nervi saldi nei momenti decisivi. Il servizio resta l’arma che fa la differenza sul cemento indoor, ma a convincere è stata anche la risposta, ordinata e capace di togliere ritmo a un avversario solido come Nakashima. Da apprezzare soprattutto la tenuta mentale: dopo aver perso il secondo set con un solo break, Matteo non si è spento e ha ritrovato lucidità proprio quando la partita chiedeva di più.
Positivamente critici, restano due punti da migliorare. Il primo è la continuità: il calo del secondo set ha riaperto un match che poteva chiudersi prima. Il secondo è l’energia: un terzo set così dispendioso ha un costo fisico, e in un torneo con partite ravvicinate ogni risorsa conta.
Il prossimo ostacolo è un giocatore di casa, con il pubblico dalla sua parte e traiettorie scomode da leggere. Per Berrettini sarà fondamentale una percentuale alta di prime e la capacità di non farsi trascinare in scambi lunghi. Se la concentrazione resta quella vista nel tie-break, può puntare con convinzione agli ottavi. Complimenti a Matteo per un successo sofferto e meritato, con l’auspicio che la fiducia raccolta oggi diventi la base per un altro passo avanti.



