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Dopo il Grand Tour. Riferimenti | Revisioni | Ritorni

Il prossimo 12 aprile 2019 si terrà presso l’Accademia Nazionale di San Luca (Roma, p.zza dell’Accademia) il convegno internazionale di studi già noto come “Grand Tour del Terzo Millennio”. Si tratta di un appuntamento che, negli anni passati, si teneva con cadenza biennale presso l’Università di Roma “Tor Vergata” per iniziativa della cattedra di Storia dell’Architettura e che – da quest’anno – sarà coordinato dal Rome Art History Network (RAHN), un’associazione di giovani storici dell’arte e dell’architettura italiani e stranieri il cui intento è quello di promuovere il dialogo tra le istituzioni culturali italiane e straniere presenti a Roma.

Il tema di quest’anno sarà, nello specifico, il lascito del Grand Tour sotto il profilo delle arti figurative e dell’architettura.

Di Grand Tour si parla spesso; forse, a volte, anche troppo. In genere, l’argomento è ricondotto al Settecento e – di solito – collegato con il viaggio di nobili inglese, francesi, tedeschi e altri europei i quali, desiderosi di affinare la loro istruzione personale, girovagavano in gioventù per la penisola italiana ammirando le sue bellezze. Ciò nondimeno, molti erano anche gli artisti in movimento fra le varie città dello Stivale e, fra queste, l’Urbe ricopriva per la sua storia un ruolo preminente. D’altra parte, la stessa non era stata solo la capitale di un impero antico e poi perduto le cui vestigia affioravano da ogni dove suscitando ammirazione e interesse ma, allo stesso tempo, la città era da diversi secoli pure la sede del Papato.

Certo, a partire dalle paci di Westfalia (1648) il Pontefice aveva cominciato lentamente a perdere la sua autorità e i ripetuti scontri con le potenze straniere avevano ulteriormente ridotto il suo prestigio. Tuttavia, il fascino che sollevava Roma con le sue architetture e opere d’arte non poteva essere ignorato. Numerosi furono quindi i giovani artisti forestieri che vi si fermavano per visitarla e, in breve tempo, diverse furono anche le accademie che vi si stanziarono allo scopo di favorire i contatti fra le comunità nazionali d’appartenenza e la realtà capitolina. Ad esempio, già dal 1666 Jean-Baptiste Colbert (1619-83) aveva concesso la fondazione dell’Académie de France à Rome, un ente appositamente predisposto per accogliere e alloggiare durante il loro soggiorno romano i vincitori del Prix de Rome e gli artisti protetti dai grandi nobili francesi inviati in Italia per ottimizzare la loro preparazione. E non passò molto tempo che, istituita a Madrid la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando nel 1752 sotto il patrocinio di Ferdinando VI di Borbone (1713-59), anche questa cominciò a mandare i propri borsisti in Italia. Questa circolazione – che negli anni divenne sempre più consistente – mantenne saldo il ruolo internazionale di Roma nonostante la sua decadenza e le consentì di continuare a esercitare un ruolo nello sviluppo delle Belle Arti.

Perciò, obiettivo della giornata di studi sarà il ragionare sul lascito dell’esperienza del Grand Tour nell’ottica di costruire una piattaforma di confronto fra la ricerca nazionale e internazionale a Roma: una riflessione che però, al giorno d’oggi, non può dimenticare il presente. Pertanto, si cercherà anche di discutere sul risvolto attuale di queste tematiche attraverso una tavola rotonda che si terrà, al termine dei lavori, presso la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte (Roma).

Che altro dire se non …. Save the date!

About Iacopo Benincampi

Sono un architetto e dottore di ricerca in storia dell'architettura moderna con la passione per il Barocco. Attualmente, sono caporedattore di Polinice, collaboro con l'Open House di Roma e faccio ricerca d'archivio. Qui rifletto su qualche questione ed esprimo personali opinioni, senza pretese.

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